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POLITICO PERSONALE (CONTRASTO - 2018 - LP)


CREDERE OBBEDIRE CREPARE A TESTA IN GIÙ
CREDERE OBBEDIRE CREPARE A TESTA IN GIÙ nuove fabbriche nuovi coloni per imporre una lingua attrattiva nuovi codici nuovi padroni per imporre una lingua inerziale come schiavi di un impero virtuale così stai eludendo la vita perdendone il senso millantando al bisogno legami fittizi credere obbedire crepare a testa in giù nuove e potenti oligarchie del capitalismo digitale di cui siamo (in)consapevole forza lavoro a costo zero ce le portiamo addosso/dentro ci attraversano come binari obbligati ne assimiliamo l’intelaiatura con (im)percepita sudditanza e in ogni fetta d’esistente si fanno vita sociale, lavoro, consumo attraverso la colonizzazione del nostro immaginario per il profitto e per il controllo … è il dominato che rafforza il dominante
ORA COME ALLORA
ORA COME ALLORA sembra tornino gelidi inverni cupe stagioni di un tempo già andato abili trame vuoti rimossi che in fondo alla fine il passato è passato camicie bianche facce pulite che tanto alla fine il passato è passato riconciliazione nazionale: identità vecchi e nuovi squadristi clero servizi poteri bianchi indulti e amnistie delle sinistre conniventi … ora come allora le sedi dei fascisti si chiudono con il fuoco che poi tra il dire e il dire a volte resta così poco e perde il senso di un'azione in un coro un po’ abusato di una vecchia canzoncina urlata con l'indice alzato mentre i covi dei fascisti riaprono poco a poco che qua tra il dire e il dire poi si è spento pure il fuoco e quel che resta è un'intenzione o un'ennesima bandiera che già il vento soffia ancora sì! ma è una nera primavera ora è come allora, non ti pare?
STATICO VUOTO APPARENTE
STATICO VUOTO APPARENTE ora che si è fatto silenzio ora che i giorni spengono ora che non ti cerco perché fa freddo e muoio dentro ora che si è fatto silenzio ora che i mesi confondono ora che non ci provo come ogni volta in cui mi arrendo ora che inverni alternano a inverni come uno statico vuoto apparente ora che immobile e in pieno giorno resto sospeso tra il niente e il niente
COLPIRNE UNO COLPIRNE CENTO
COLPIRNE UNO COLPIRNE CENTO corpi adagiati su corpi irride il boia aguzzino non c’è più tempo da perdere che è già troppo tempo sarà una notte bellissima saranno giorni migliori sarà che è tempo di muovere che è già troppo tempo che ne sia valsa la pena che sia da esempio per noi senza più uscite di scena senza trionfi da eroi saranno notti bellissime saranno giorni migliori saranno tempi da vivere e intensi bagliori colpirne uno colpirne cento la gioia è armata e ancora il cuore non si è spento
LE TUE PROMESSE SONO PIETRE
LE TUE PROMESSE SONO PIETRE come il possesso stona il senso del dovere stona questa colazione amara mentre piove stona l’inquietudine stona l’umore stona l’orizzonte che non ci commuove le tue promesse sono pietre i tuoi per sempre sono pietre stona la vita vinta dall’attesa stona al compromesso la ragione stona un dio bastardo stona la tua resa mentre suona sta zavorra priva di passione le tue promesse sono pietre i tuoi per sempre sono pietre preferisco bruciare cent’anni piuttosto che vivere un giorno dei tuoi
RISOLUZIONI STRATEGICHE
RISOLUZIONI STRATEGICHE forse inutili dogmi mancati in contesti che cambiano come andate e ritorni nei giorni che arrancano come vecchie stagioni ripropongono e avanzano altri sogni e bisogni nei giorni che impongono risoluzioni strategiche buone regole buona prassi Carlos scrive “separazione” scardinare questo apparato con metodo calma e dedizione
STRADA PER STRADA
STRADA PER STRADA strada per strada quartiere per quartiere “col sangue puliremo le camicie nere” urlava in coro il Sardo l’esempio dei compagni con il piombo in canna e con la rabbia di quegl’anni si è fatta l’ora! si è fatto il nostro tempo!
LE BATTAGLIE LASCIANO SEGNI
LE BATTAGLIE LASCIANO SEGNI mi racconti di quando ci avete provato mi racconti di come ci avete provato di un autentico senso di lotta e di vita nei giorni più belli le battaglie lasciano segni le parole solo sogni mi racconti di notti stellate a dicembre mi racconti dell’attimo prima e di un senso di vuoto di timori fugati da Sten e C4 di speranze sopite e rancori mai domi le battaglie lasciano segni le parole solo sogni … sospesi e fragili quando è finita non è ancora finita pace sociale e resistenza tradita guerra di classe guerra di liberazione parola d’ordine? restaurazione
C’È QUALCOSA IN ME CHE È PIÙ VECCHIO DI ME
C’È QUALCOSA IN ME CHE È PIÙ VECCHIO DI ME e così sei tornata a Bologna nella tua casa di San Vitale senza più voci ad accompagnarti che in fondo nulla c’è da gridare ma quanti pugni protesi al cielo in questi giorni di marzo che erano giorni in cui tutto pareva possibile Carla e così sei tornata a Bologna con quei tuoi riccioli impertinenti in quel silenzio che assorda di rabbia ho cercato più volte il tuo sguardo non è soltanto per dirti ci siamo che a viso scoperto marciamo stretti mentre il Partito con ordine infame riprende/tradisce i compagni dai tetti e così sei tornata a Bologna coi drappi rossi listati a lutto “se mi dovesse accadere qualcosa pensate a mia figlia” era l’alba era tutto “onore a Barbara onore a Maurice” e a tutti/e compagni/e caduti/e in battaglia che mille mani impugnino le armi anche soltanto per ricordarli/e 6 marzo ’79 un silenzio cupo schiaccia Bologna. Bandiere, fiori, una corona. “Barbara era una di noi. Che mille mani impugnino le armi”. Un fotografo riprende i partecipanti. L’ordine è del PCI. Cerchi disegnati intorno ai volti. Barbara Azzaroni (Carla) ha soltanto 29 anni quando viene uccisa in un bar a Torino durante un agguato poliziesco. Con lei Matteo Caggegi (Charlie) operaio di 20 anni. Prima Linea è radicata nelle fabbriche. Per il PCI è inaccettabile e nel febbraio ’79 lancia un questionario antiterrorismo. Sei domande. La quinta invita a denunciare in modo anonimo il vicino di casa o il compagno di lavoro anche sulla base di un semplice sospetto. Centomila copie stampate. Prima Linea decide di attaccare uno dei responsabili dell’iniziativa. Nel ’70 Barbara è maestra d’asilo quando incontra Maurice Bignami (che in seguito dirigerà anche Prima Linea). Con lui milita in vari gruppi di lotta, entra in clandestinità e vive un’intensa storia d’amore. Una sola dimensione. Politica. E personale. Con tutte le speranze, i timori, le scelte, gli affanni e le prospettive di quei giorni. In quegl’anni. Uomini e donne. Persone, semplicemente. Con il loro carico di vita, la loro storia. E un’istantanea in bianco e nero, forse sbiadita, di un funerale. Oggi Barbara non c’è. Maurice invece, dopo il carcere, ha fatto il giro. Scelte e contro-scelte. Ma questa. Questa è decisamente un’altra storia. Una storia che a noi, sinceramente, non interessa più.
ULTIMI FUOCHI DI RESISTENZA
ULTIMI FUOCHI DI RESISTENZA la guerra per la civiltà di un occidente che nobilita e pacifica barbarie democratiche ci vede complici e silenti ci rende classe dominante ma ho il cuore colmo d’odio sopravvivo all’impotenza … ultimi fuochi di resistenza je ne suis pas Paris jamais je ne le serai pas allez au combat freres allez au combat! Siria Mali Libano Somalia Afghanistan Iraq Palestina … Bataclan Un canto/mantra di donne combattenti dell’YPJ nel Kurdistan siriano. Lelim in lingua curda significa “cara, tesoro”. Nomi di città del Rojava, nomi di martiri cadute in battaglia. “Cara, tesoro…ti tengo per mano e non ti lascio mai”.
LA VITA VINTA DALL’ATTESA
LA VITA VINTA DALL’ATTESA non è più tempo non voglio convincerti come se in fondo servisse a qualcosa nei/dai tuoi silenzi risposte mancate o spiegami quale pretesa? non è più tempo e se boia madonna l’avessi intuito a suo tempo senza più il peso di queste catene senza l’assillo di queste catene ma ancora una volta resta un senso di resa in questa tua vita di merda vinta dall’attesa
POLITICO PERSONALE
POLITICO PERSONALE forse sarebbe stato meno facile un colpo al petto un vuoto a perdere alle radici di questa mia inquietudine un grigio svuota e riempie la solitudine forse saresti stata meno fragile ed io meno depresso un po’ più complice alle radici di questa mia inquietudine un grigio svuota e riempie la solitudine
NOI NON VI DIMENTICHIAMO
NOI NON VI DIMENTICHIAMO per i morti di Reggio e le genti dell’Oltretorrente a difesa di Parma per Elena, Laura per Mara e le altre cadute in battaglia non basterà l’odio di tutta una vita né il tempo che resta né i cieli assaltati per poco né gli alibi a vuoto per Nori e Visone, Pierino, Pastecca Prospero e per tutti gli altri per Davide, Sole e Baleno per quella “ragione di Stato” non basterà l’odio di tutta una vita né il tempo che resta né i cieli assaltati per poco né gli alibi a vuoto noi non vi dimentichiamo
L’INTERNO VISTO DALL’INTERNO
L’INTERNO VISTO DALL’INTERNO Ivan lascia parlare gli occhi mentre smonta e rimonta più volte una vecchia cassetta di Laura Pausini senza custodia senza più titoli trovata in spiaggia un’estate di troppi anni fa che non importa più quando o da chi mentre il nastro si piega e fa notte Sembra una vela in rimessa la voce di Frank oggi a pranzo mentre mi parla sottile guardando per terra tra un’onda ed un piatto di pasta come una scheggia di legno salato e la stretta di polvere e sabbia su quel mare che a volte sospende il bisogno e fa notte Ogni giorno è uguale all’altro è un tempo immobile un sonno ininterrotto Giovanni scrive mentre le ore si perdono dilatano ed ingoiano freddo sempre freddo anche quando l’aria si fa insopportabile e alle narici solo quest’odore con la voce che arrugginisce e fa notte … come l’interno visto dall’interno … non chiedere perché si è fatto tardi non è mai stato tempo per provarci adesso che resto sorpreso e mi perdo incapace tra il vuoto e l’urgente determinando un altro passo nel niente
TUTTO QUA
TUTTO QUA tutto qua in un labile istante di vuoto quasi come vent’anni fa e in quello che ne ha riadattato il senso le movenze il sapore dei giorni dopo quasi come in quei bicchieri mezzi vuoti o mezzi pieni appoggiati qua e là su vecchi tavoli di legno dimenticati fino al giorno dopo in quel che resta o in ciò che spinge ancora tutto qua riportiamo la parola alla parola come strumento e sostanza riportiamo la parola all’intenzione così … che in fondo basta pure questo e quella scusa sempre quella tutto qua
POLITICO PERSONALE (CONTRASTO - 2018 - LP)
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Oggi: 14/11/2018

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