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INSURREZIONE / INSURRECTION


Le politiche repressive istituzionali delle destre e delle sinistre fasciste manifestano (palesano) ogni giorno quanto le volontà deliranti di un apparato marcescente siano evolute, concretamente, in azioni di fatto volte ad estirpare il cancro alla radice. Eliminare vecchi e nuovi spazi di aggregazione destandardizzata, ripulire i territori da ogni forma/struttura/individualità considerata socialmente disaffine, ridefinire limiti e categorie di margine quali capri espiatori per poter poi giustificare ogni intervento “punitivo” traducendone gli effetti in chiave Sicurezza …tutti strumenti atti a veicolare l’esistente (o ciò che resta) verso una socialità normata, a senso unico. Dove stiamo sbagliando? Ci hanno fatto credere che ogni situazione in atto dipendesse esclusivamente da noi e che in tal senso potessimo controllarne, istante per istante, il lento procedere. Abbiamo progressivamente dimenticato/perso la capacità di penetrare il contesto, l’analisi critica del quotidiano, l’interazione col tempo e con gli eventi circostanti. Imbrigliati e talora implosi, barricati, frammentati… vittime di una disillusione progressiva ed allo stesso tempo incapaci di rileggere e riadattare questi anni, ciò che abbiamo attraversato. Il quotidiano. Mancano risposte. “…la costruzione delle barricate, le finestre blindate, le porte murate, evidenziano come di fronte alla violenza del potere, i corpi e le forme di vita si ribellano.”


The repressive institutional politics of right and left fascists, show (reveal) each day how much the raving will of a rotting apparatus has concretely evolved into actions actually meant to extirpate the root of the cancer. To eliminate old and new destandardized aggregation places, to clean up territories from every form / structure / individuality considered socially dissimilar, to redefine “limits and outcasts’ categories”, in order to create scapegoats that can justify every “punitive” intervention as being act to grant “Security” …all tools suitable to address the existing (or what’s left) toward a regulated, one-way sociality. Where are we going wrong? It has been made us believe that every situation going on depended on us, and so, that we could control, moment by moment, its slow proceeding. We’ve been progressively forgotten / lost the ability to penetrate the context, the critical analysis of everyday life, the interaction with time and surrounding events. We are bridled and sometimes imploded, barricaded, fragmented… victims of a progressive disillusion and unable at the same time to reread and readapt these years, things that we’ve passed through. The everyday life. Answers are needed. “…the construction of barricades, the armoured windows, the walled up doors, point out how bodies and life forms rebel against the violence of power”.

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Oggi: 11/12/2018

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