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UNICA SOLUZIONE


Guerra. Sopruso. Strumento. Abominio. USA.
Le guerre scoppiano "a valle" quando un'infausta concatenazione di violenze, discriminazioni e fallimenti politici necessitano di una vile azione di propaganda finalizzata a strumentalizzare l'opinione delle masse. Petrolio. Picco di Hubbert. Terrorismo. Coercizione mass-mediatica. Come pretendere che popoli da decenni soggiogati dalla bramosia di potere di pochi eletti, di fronte ad occupazioni ingiuste, gravi violazioni dei diritti umani, minacce, atti di forza, abusi di ogni tipo…non cerchino in tutti i modi di ristabilire ciò che è stato loro violato? Quale violenza può definirsi tale dinnanzi all'orrore quotidiano di un'aggressione continua e vigliacca, dinnanzi ad una sistematica e programmata "resa dei conti" da parte di chi definisce lo stupro di un popolo una "guerra giusta"? E' dunque terrorista chi non dispone del timbro di alcuno Stato per legittimare un'azione armata? E' questa la discriminante tra chi "terrorizza" e chi "preserva" la sicurezza e l'ordine mondiale? Gerarchie. Ordini economici, politici, sociali, ecologici, culturali  necessitano di un sostegno bellico.Il consenso. Nazionalismi, razzismi, pregiudizi, stereotipi, anti-corpi…definire un bersaglio. 40 milioni di morti ufficiali, un ordine internazionale che ha tranquillamente consegnato mezza Europa ad un nuovo totalitarismo, e l'intero sud del pianeta allo sfruttamento di nuovi e vecchi colonizzatori.
Guerra annunciata. Guerra preventiva. Guerra razionale. Guerra necessaria. Scarni tentativi di apportare una spiegazione, di giustificare l'ingiustificabile. Maschere. Falsità istituzionalizzate. Nomi e cognomi. Mandanti e copioni. Poteri assoluti. Mistificazione delle masse. Un esempio: Iraq 1991-200?.
La prima bugia: l'Iraq avrebbe armi di distruzione di massa. Sino ad oggi non vi sono prove a sostegno di tale tesi, tanto è vero che gli stessi ispettori dell'ONU hanno rilasciato dichiarazioni in senso contrario (il cane che si morde la coda!). Non solo, ma è documentato che proprio il complesso militare-industriale degli USA ha contribuito alla diffusione di tali armi vendendole all'Iraq negli anni '80 per sostenerlo nella guerra contro l'Iran. Inoltre, proprio il possesso di tali sistemi d'arma (nucleari, batteriologici, chimici) rappresenta un deterrente, come pare fosse accaduto nel 1991 quando gli USA improvvisamente si fermarono alle porte di Baghdad rinunciando a conquistarla e a rovesciare il regime di Saddam Hussein. La seconda bugia: lo"Stato-canaglia" Iraq risulterebbe legato alla rete terroristica di Al Qaeda. Anche in tal caso non sono state fornite prove concrete. Anzi, è risaputo che il regime di Saddam Hussein è laico (per l'egemonia del mondo arabo) mentre Bin Laden appartiene al gruppo islamico fondamentalista wahabita. Tali presunti legami  andrebbero probabilmente ricercati proprio con uno dei fedeli alleati degli USA, l'Arabia Saudita. La terza bugia: l'Iraq avrebbe violato le risoluzioni delle Nazioni Unite, in quanto i sistemi antiaerei costituirebbero una minaccia alla no flight  zone. Ma quale risoluzione può imporre la no flight zone. Quale pretesa risulta quella per cui un complesso di eletti decide di bombardare un territorio, di governarne i cieli e le acque, di applicare imposizioni, di depauperarne le risorse (unico reale obiettivo), il tutto…col "consenso imposto" di chi lo subisce? E poi, per dirne uno, Israele non viola quotidianamente tali risoluzioni?  La quarta bugia: la guerra giusta ha come scopo quello di definire una condizione democratica in Iraq. Affermazione banalmente ridicola e priva di credibilità. Sarebbe come dire che la guerra in Afghanistan aveva come obiettivo quello di permettere alle donne afghane di togliere il burka. La quinta bugia…mettila tu!
Potere economico, petrolio. Chi governa gli Stati Uniti d'America presenta coinvolgimenti diretti con le grandi multinazionali petrolifere, e con i clan sauditi più potenti…leggi Bush-Laden. Conflitti d'interesse esplosi sin da quando furono scoperti i primi giacimenti in Medio Oriente…leggi 11 settembre 2001. Potere politico, strategie di governo. Politica interna. La questione delle "armi di distruzione di massa" usata a scopi elettorali (elezioni alla casa bianca, novembre 2002; rinnovo del mandato). Politica estera. Forte influenza del Partito israeliano fondamentalista di estrema destra, il Likud, sul governo americano  attraverso i legami ben noti di alcuni personaggi dell'amministrazione Bush da sempre decisi oppositori nei confronti di qualsiasi iniziativa di "pace"…leggi Camp David. Potere militare, esercitato da quello che ormai viene convenzionalmente chiamato "complesso militare-industriale-scientifico", a favore del quale vengono sovvenzionate ingenti somme (oltre un miliardo/gg di $) dai fondi pubblici del sistema, in condizioni prettamente plutocratiche…leggi US war lobbies. Potere culturale, mass media, arte, scienza, religione. Il monopolio dei sistemi d'informazione orientati alla disinformazione collettiva, costruiti per creare ansia, paura, insicurezza, disagio nelle masse. Cultura profonda. Complesso di superiorità, idea di "popolo eletto" con una missione divina di civilizzazione. Accentramento di tutte le forme di potere nelle mani di singoli gruppi elitari. Strani ibridi democratico-dittatoriali. Democrature. Unica soluzione: mettere in discussione ogni struttura di dominio. Resistere. In ogni modo.


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Oggi: 14/11/2018

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